|
A Castelluccio l’uccisione del maiale e la successiva preparazione degli insaccati caserecci coinvolgeva, e coinvolge ancora, per qualche giorno non solo la famiglia ma parenti e amici, in quanto vera e propria festa e uno dei momenti particolari di aggregazione.
Per mantenere inalterata nel tempo la qualità della salsiccia, dopo la stagionatura si usa (si usava specie in passato) tagliarla a tocchetti di circa 4/5 cm e conservarla sotto sugna, dopo averla soffritta leggermente, immergendola nello stesso grasso di frittura riposto in vasi e barattoli di creta o di vetro o nella stessa vescica del maiale, di solito appesa a una trave della cucina.
Oggi, per praticità, e anche perché, forse non sempre a ragione, lo strutto è stato bandito dalle nostre mense, le salsicce dopo la necessaria stagionatura si conservano sotto vuoto, che ancora garantisce una buona conservazione di sapore e di aromi.
Resta solo da dire che la salsiccia rimane nella gastronomia castelluccese un prodotto da grandi occasioni (a Pasqua si mangia c’u picciddèt, dolce tipico di Castelluccio) e da offrire a ospiti di riguardo. |
|